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Progetto COMMON, conclusa la prima campagna di monitoraggio del marine litter

25 February 2021

Si è conclusa, la scorsa settimana, la prima delle campagne di monitoraggio dei rifiuti marini e costieri realizzata dal CIHEAM Bari, nell’ambito del progetto COMMON (COastal Management and MOnitoring Network for tackling), nell’area pilota salentina che comprende il tratto costiero tra Taranto e Otranto.

Le attività di campionamento, realizzate sulla base di specifici protocolli comuni al partenariato e utilizzate in tutte le aree pilota coinvolte dal progetto (Italia, Libano e Tunisia), si sono articolate in una serie di azioni di raccolta dei rifiuti sia in mare che sulle spiagge.

Il campionamento ha visto il coinvolgimento di alcuni ricercatori del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali – DiSTeBA dell’Università del Salento, oltre che delle associazioni ambientaliste operanti nei tre territori interessati alle attività di raccolta dei rifiuti sulle spiagge.

L’analisi dei campioni di rifiuti prelevati, in particolare delle microplastiche, è stata effettuata presso i laboratori di Valenzano del CIHEAM Bari.

I dati scaturiti dai monitoraggi dei rifiuti in mare e sui tratti di costa sabbiosa non hanno evidenziato sulla costa salentina (sia sul versante adriatico che su quello ionico) situazioni particolarmente critiche, mostrando mediamente una condizione di discreta pulizia. Tali risultati sono, ad ogni modo, da ritenersi preliminari in attesa dei successivi campionamenti.

Un’ulteriore attività prevista dal progetto COMMON e realizzata in collaborazione con il Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera è quella relativa alla valutazione degli impatti che il marine litter ha sulle tartarughe marine attraverso l’osservazione delle plastiche ingerite dagli esemplari stessi.

Contestualmente sono già state avviate, sempre presso il CIHEAM Bari, le attività di analisi su alcune specie ittiche (triglie, sardine, boghe e cozze) che il partenariato ha ritenuto idonee per valutare gli impatti delle microplastiche e per ricercare nelle carni sostanze di rilascio e additivi quali bisfenoli e ftalati.